Dignità autonome di prostituzione: dal 13 al 15 gennaio all'Obihall di Firenze


Circa venticinque prostituti e maitresse dell'inconfondibile "bordello dell'arte", capitanati dall'incontenibile ed immarcescibile Papi Melchionna, accoglieranno stavolta i loro clienti al Teatro Obihall di Firenze, dal 13 al 15 gennaio, in un irripetibile cortocircuito tra l'atmosfera di questo tempio dell'arte cinematografica e la straordinaria potenza espressiva di una compagine di artisti foriera di un teatro irriverente, goliardico, commovente ed appassionato, in una parola imperdibile.

Sono trascorsi quasi dieci anni da quando la straripante creatività di Luciano Melchionna e Betta Cianchini concepì quell'unicum performativo che porta fieramente il nome di "Dignità Autonome di Prostituzione"; un format che, dopo 39 edizioni, 377 repliche e oltre 370mila spettatori, non accenna minimamente a perdere smalto, trascinante originalità e funambolico eclettismo.

La “Casa chiusa” dell’Arte, dove gli attori, come prostitute, sono alla mercé dello spettatore. Rigorosamente in vestaglia o giacca da camera, adescano e si lasciano abbordare dai clienti/spettatori che, muniti di 'dollarini', il denaro locale acquisito con il biglietto d'ingresso, contrattano il prezzo delle singole prestazioni con una “Strana Famiglia” tenutaria della Casa. Conclusa la trattativa, il 'cliente', uno, due o piccoli e grandi gruppi a seconda delle 'perversioni', si apparta, con l’attore scelto, in un luogo deputato dove fruirà di una o più 'pillole del Piacere': monologhi o performances del teatro classico e contemporaneo, atti ad emozionare, far riflettere e divertire lo spettatore, in uno stupore nuovamente sollecitato.


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