Il lungo viaggio raccontato con il rap: la storia di chi arriva da lontano facendo poco rumore

I due artisti si chiamano Balde Bassi dal Senegal e Culibaly Makamba dal Mali, attualmente ospiti in un centro di accoglienza a Firenze dove sono arrivati alcuni mesi fa. Insieme hanno trovato così un modo, quello di musicare il terribile viaggio, per esorcizzare le paure attraversate e i drammi vissuti sulla propria pelle. “Un viaggio – spiegano – che si può affrontare solo grazie al coraggio dato dal ricordo e dalle promesse fatte a chi si è lasciato a casa.”

Balde già scriveva poesie e testi per canzoni rap in Senegal, da quando è in Italia ha deciso anche di iniziare ad interpretare ciò che scriveva. “Attraverso le canzoni - racconta insieme a Culibaly - riusciamo a dire cose che altrimenti non riusciremmo ad esprimere. Possiamo condividere la storia di un viaggio difficile che resterà per sempre scolpito nella nostra memoria, siamo stati picchiati come asini nel deserto, arrestati in Libia, costretti ad osservare i corpi di nostri amici meno fortunati galleggiare nel mare. Nonostante tutto questo, attraverso le canzoni anche la rabbia può diventare "gentile", accogliente e la gente è più disposta ad ascoltarci e forse a capirci.”


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