Roberto Cacciapaglia a Firenze con Tree Of Life - L'albero della Vita - The Concert

E’ la colonna sonora che ha emozionato oltre 14 milioni di spettatori al Night Show dell'Albero della Vita, a Expo 2015. Autore ed interprete di musiche così evocative, è Roberto Cacciapaglia, pianista milanese di fama internazionale e compositore di culto, che adesso porta in tour quelle sinfonie.

Ho avuto il piacere di conoscerlo ed intervistarlo pochi giorni fa nel suo breve incontro con la stampa in Feltrinelli di Piazza della Repubblica a Firenze, dove ha parlato di questo grande progetto, di Firenze e da dove sia nata la sua forte passione per il mondo della musica elettronica..

- Salve Maestro e bentrovato, siamo qui per il debutto che farà a Firenze.. Ci parli di questo nuovo progetto..

E' un lavoro interessante che viene fuori dal mio ultimo lavoro, Tree Of life, musiche dell'Albero della Vita, ed oltre a questo è un lavoro che ho iniziato qualche decennio fa, quello cioè di mettere insieme elementi della musica, per un'integrazione, una musica senza gerarchia, una musica totale. In questo caso ci sarà un'orchestra, la Celestia Chamber Orchestra che ho fondato per l'occasione con giovani talenti davvero straordinari.

-Cosa ci dobbiamo aspettare a livello di show?

Ci sarà un soprano ed una postazione elettronica, che farà un suono "biologico", appartenente ad un'atra sfera; portando alla luce i suoni armonici, di solito inaudibili all'orecchio umano, ma che tramite software tecnologici che si legano al pianoforte, rendono molto chiara la sensazione di propagazione del suono che si viene a creare

-Ecco proprio grazie a questo suo connubio con l'elettronica anche il pubblico più giovane si è avvicinato alla sua musica..

Si ho un pubblico di giovanissimi, pensa a Venezia è venuta una bambina di 9 anni con una signora di 90! Devo dire che si ho un "range" abbastanza vasto! Ma apparte questo è vero, noto sempre più, tramite la mia esperienza, una voglia da parte dei giovani di trovare un rapporto diverso con la musica, più profondo, introverso, quasi primordiale..

-In questo appuntamento di ci sarà anche un'omaggio al Duca Bianco..

Si è un requiem che ho trascritto da una canzone di Bowie, Starman, per orchestra, pianoforte e postazione elettronica. Un tributo ad un grande artista che secondo me ha completamente attraversato i generi.

-Da dove nasce la passione per la sperimentazione elettronica da parte di un musicista così lontano almeno apparentemente, dal mondo dell'elettronica..

Guardi le sembrerà strano.. Innanzi tutto, ho studiato allo Studio di Fonologia della Rai, il dipartimento di musica elettronica della Rai, quindi quando studiavo composizione studiavo anche questo, ma la cosa davvero interessante è che nasce proprio da Firenze.. Perché Pietro Grossi all'ora docente di violoncello al Conservatorio di Firenze ed anche docente del Consiglio Nazionale delle Ricerche a Pisa, dove si usavano all'ora dei terminali audio Tao2, dove sembrava di essere usciti da Odissea nello Spazio, intere pareti di computer con tecnici dal camice bianco, ed io li ho lavorato e collaborato con loro un disco, anzi un LP e da li ho svulippato un interesse verso una musica che vada oltre tutti i confini.

-Appurato l'amore per Firenze.. ma con il pubblico fiorentino?

Beh con il pubblico fiorentino è sempre un'incontro straordinario e specialissimo. Sono stato praticamente ovunque a Firenze, l'ultima volta al Teatro la Pergola, prima alla Festa della Toscana dove si celebrava l'abolizione della pena di morte e della tortura. Poi hanno utilizzato le mie musiche per la sostituzione delle porte del Battistero e per me è stato veramente un onore oltre che un'esperienza bellissima

-Senta oggi che è a Firenze andrà a visitare qualcosa?

Ecco qua! (tira fuori un foglietto) oggi pomeriggio andrò a Palazzo Strozzi per la mostra di Kandinsky e Pollock. Ho sempre avuto un rapporto speciale con l'arte, avendo fatto il liceo artistico, e l'imput naturale a mischiare le varie arti tra loro.


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